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Strippaggio

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Ci sono certi composti, bassobollenti o con temperatura di evaporazione molto bassa, che facilmente vanno ad inquinare l'atmosfera ma che possono essere eliminati dal liquido che li contiene con tecnologie chimiche o fisico-chimiche. Lo strippaggio, attraverso scrubber, è un sistema molto utilizzato; in certi casi si pongono più scrubber in serie. Il principio fisico è sempre lo stesso: lavaggio in contro corrente dell'aria da trattare con scrubber. Ciò che cambia è il reagente che viene messo nella vasca sottostante alla colonna, poi pompato alla testa dello scrubber, andando a cadere ed entrando in intimo contatto con l'aria inquinata.   

Per spiegare come avviene lo strippaggio, si prenderà in esame il comportamento dell'ammoniaca.
L'ammoniaca la si può trovare nell'aria, come gas, o disciolta nell'acqua come liquido.
Quando è presente nell'aria è già in forma gassosa e quindi tende a liberarsi in atmosfera (peso specifico 0,77 kg/mc). In questo caso l'unico sistema per eliminarla è produrre un lavaggio in contro corrente con un acido in modo da farla diventare il sale di quell'acido.
Se invece fosse presente nel liquido per eliminarla bisogna trasformarla in gas: ecco la necessità di avere due scrubber. Nel primo avviene la trasformazione dell'ammoniaca da liquida, quindi disciolta nell'acqua, in gassosa e ciò portando il pH a livello basico. A questo punto l'ammoniaca aeriforme esce dallo scrubber aspirata dal ventilatore del secondo scrubber per poi essere trattata così come precedentemente descritto. Se oltre all'ammoniaca ci fossero altri gas (tipo ammine) maleodoranti, ecco che all'uscita dal secondo scrubber l'aria entrerebbe in un terzo scrubber dove verrebbe trattata in contro corrente con acqua contenente un ossidante.
Qualora l'aria da trattare contenesse solo ammoniaca può essere interessante aumentare il rendimento di strippaggio riscaldando l'aria e riciclando una parte di essa per recuperare il calore
.

Riduzione azoto per adsorbimento

In certi casi, dove l'azoto è presente sotto la forma ammonio, con valori leggermente superiori a quelli previsti dalla normativa per gli scarichi, è possibile rimuovere dal liquido  l'ammonio facendolo adsorbire da una graniglia di zeolite. La zeolite è una roccia. Dal punto di vista chimico, le zeoliti sono delle allumino-silicati-idrati di metalli alcalini e/o alcalino-terrosi, appartenenti alla classe dei tectosilicati

Relativamente all'adsorbimento dell'ammoniaca, ogni kg di zeolite è in grado di  adsorbirne 1.200 – 1.800 mg.

La zeolite viene adoperata anche per eliminare per adsorbimento odori molesti in piccolissime concentrazioni e fosfati.

Le zeoliti inoltre vegono usate per:

  • addolcire le acque;

  • sostituire i polifosfati nei detersivi;

  • potabilizzare le acque salmastre;

  • rimuovere industrialmente alcuni composti (zeoliti usati come setacci molecolari);

  • nel settore delle raffinerie;

  • catalizzare in molti processi chimici.


Una volta saturata la capacità di adsorbimento della graniglia questa può essere rigenerata oppure utilizzata in agricoltura per il suo contenuto di ammonio.


Clorazione al break point

Un altro sistema per l'eliminazione dell'ammmoniaca disciolta nell'acqua è la clorazione al break point. L'effluente da depurare deve contenere un basso carico organico ed un'alta concentrazione di ammoniaca, in tal modo   il processo di nitrificante non può avvenire. Il trattamento viene fatto con cloro ad elevate concentrazioni sotto forma di acido ipocloroso (HClO), il quale è miscelato efficacemente con la miscela acqua-ammoniaca e reagisce con l'NH3  liberando azoto gassoso:
2 NH
3  + 3 HClO --> N 2  + 3 H 2O + 3 HCl
Questo processo può trovare applicazioni come affinamento nel processo di rimozione dell'azoto, oppure in impianti piccoli o di carattere stagionale.
La clorazione al break point viene altresì utilizzata a livello batteriologico e virologico; grosso impiego ha nella eliminazione della legionella.


I vantaggi sono:

  • la non influenza sulla reazione dei parametri esterni della reazione.

Gli svantaggi sono:

  • elevato costo del cloro;

  • formazione di solidi disciolti (cloruri);

  • necessita di una trattamento finale di eliminazione del cloro residuo.

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